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PREFERISCO LA DATA DEL 6 LUGLIO.
Ho scelto Michael Schmidt come mio fotografo di riferimento soprattutto per le suggestioni che mi trasmettono le sue fotografie.
Lavora a Berlino e in “Berlin Nach 45″ mi ha trasmesso un forte senso di svuotamento e di desolazione.Raggiunge questo effetto attraverso visioni ampie,pulite e allo stesso tempo contenenti elementi di disturbo come grandi palazzi messi al centro della foto(pur creando immagini chiare nella composizione)e di contrasto tra luce(che piove obliqua sugli edifici) e ombre.Come scrive Peter Hadke in”Nei colori del giorno”,<<…ebbi l’occasione di osservare un’altra Germania:non la Repubblica Federale e i suoi Lander,e neppure il Reich atroce o il graticcio dei piccoli stati.(…)si trovava su una collina;erano finestre;era urbana,deserta e solenne;la vedevo da u treno;erano le case oltre il fiume;(…)taceva ricca di rumori;era un enigma,si ripresentava ancora ed era reale.>>.
In “Wafferhufer” invece le vedute limpide diventano un pò torbide e si caricano per me di maggior efficacia.Penso che sia l’esempio migliore per il tipo di lavoro che intendo svolgere:vedute ampie con un forte senso di svuotamento,alternate dai volti che vivono il mio ambiente,come ho notato in alcune fotografie di giovani Berlinesi,staccando per un attimo l’ambiente in sè con il suo “fascino” e l’elemento umano.

































